Verso i nuovi orientamenti del ’91

Quinta e ultima parte dgeli appunti di “Storia culturale dell’educazione”, a partire dal testo di Enzo Catarsi “L’asilo e la scuola dell’infanzia”.
Chiaramente, visto il carattere compromissorio degli orientamenti del ’68 che sancirono l’istituzione della scuola materna statale, la questione educativa resta aperta, in particolare nella relazione tra pubblico/privato e tra scuola confessionale/scuola laica. Il PCI nel ’69 presenta un proprio progetto di legge per una scuola infantile pubblica e gratuita, istituita dai comuni e gestita a livello locale con una forte partecipazione del personale e dei genitori (si ricordino le avanzate riflessioni di Ciari sulla scuola aperta e la gestione sociale). Nonostante la sfortuna legislativa di tale proposta, bisogna sottolineare come essa fosse il frutto di una spinta del movimento delle donne all’interno di un movimento di lotta complessivo, quello del ’68, un movimento potenzialmente rivoluzionario che ha coinvolto il movimento operaio e studentesco in un tentativo di cambiamento sociale strutturale.

Gli orientamenti del ’69 e il “nuovo indirizzo” di Bruno Ciari

Quarta parte degli appunti di “Storia culturale dell’educazione”, a partire dal testo di Enzo Catarsi “L’asilo e la scuola dell’infanzia”.
La seconda metà degli anni ’50 pone le basi per il cosiddetto “miracolo economico”, che vede il suo culmine proprio nel ’60 e che si sviluppa, rispondendo alle forze irrazionali del libero mercato, provocando fortissimi scompensi strutturali ed enormi contraddizioni sociali, contrariamente alle previsioni del piano Vanoni (’54). Lo sviluppo industriale provoca forti cambiamenti nell’organizzazione della vita sociale, con la maggiore presenza di manodopera femminile, espulsa dal processo produttivo nell’immediato dopoguerra, e una trasformazione che investe anche i consumi culturali e la più complessiva organizzazione sociale.

Educazione e Rivoluzione: Cenni di pedagogia marxista

Sulla scorta dei presupposti filosofici del materialismo dialettico, i cardini generali dell’orientamento pedagogico marxista possono essere rinvenuti in un collegamento dinamico e dialettico tra educazione e società e tra teoria/prassi pedagogica e teoria/prassi rivoluzionaria, sia da un punto di vista analitico (poiché ogni ideale formativo non può essere considerato come svincolato nè dal sostrato socio-economico su cui si articola, né dalle pressioni ideologiche della classe dominante), che di prospettiva d’azione, organicamente interconnessa all’emancipazione dell’uomo sul piano individuale e sociale e, pertanto, ad una formazione “onnilaterale” e integralmente umana che sia strumento rivoluzionario, di liberazione rispetto a qualsivoglia forma di subalternità ed alienazione.

In vista del 25 Aprile 2010: riflessioni sull’antifascismo

Parlare di antifascismo e resistenza significa non solo analizzare attentamente l’importanza cruciale della lotta partigiana di Liberazione, ma saperne cogliere il carattere intrinsecamente rivoluzionario che recava con sé. Ormai è prassi consolidata la commemorazione di un 25 aprile completamente istituzionalizzato e privato di qualsivoglia istanza di emancipazione, e anzi colmo di quell’ipocrisia riformista e di quello strisciante revisionismo che vedono il Partito Democratico intento a dipingere la resistenza come un secondo Risorgimento, pienamente nell’ottica del collaborazionismo di classe che è cuore del proprio agire politico, quando non una rivalutazione da parte della destra del ventennio fascista, l’equiparazione dei “combattenti di Salò” ai Partigiani e il contestuale incremento di nuove forme di squadrismo.

Appunti di Sociologia delle Politiche Educative – Cenni sulle politiche scolastiche

Riporto qualche appunto preso in occasione dell’esame di Sociologia delle Politiche Educative, in particolare traendo spunto dal testo “Scuole in azione, tra equità e qualità” (di Luciano Benadusi e Orazio Giancola). Vengono brevemente delineati temi attualissimi in merito alle politiche che sono state avanzate a partire dall’autonomia scolastica, e che trasversalmente ai governi che si sono succeduti hanno visto proprio nell’autonomia (che di fatto trasforma gli istituti in unità giuridiche, in competizione fra loro; la logica delle “fondazioni” all’università è un altro esempio di tale fenomeno), in una progressiva privatizzazione dell’istruzione (con il conseguente aumento delle tasse scolastiche, la strutturazione di istituti di “serie A” e “serie B”, e non ultima la prospettiva reazionaria dell’abolizione del valore legale del titolo di studio, che porta a valorizzare non cosa si studia, bensì dove) e in una pervasiva selezione di classe, i propri punti cardine. Bisognerebbe riflettere dunque sul reale rapporto tra “equità” e “qualità”, che passa attraverso il conflitto di classe ad un livello sociale e politico che, inevitabilmente, si rispecchia dialetticamente nel microcosmo delle aule.

Riflessioni sulla IV conferenza nazionale dei Giovani Comunisti 

Un paio di facciate di appunti per un mio intervento alla IV conferenza dei GC, sulla scorta del secondo documento “Lottare, occupare, resistere”. I temi fondamentali dell’unità a sinistra, della singolarità del “documento unitario”, l’intervento operaio e studentesco, il “Partito che vogliamo”, sono letti nell’alveo di una contrarietà al bipolarismo e nell’ottica della costruzione di una reale alternativa politica, che faccia riemergere i GC e il partito tutto dal pantano di quell’istituzionalismo che ha viziato e continua a viziare l’attività del PRC.

Intervento studentesco – Elezioni provinciali Reggio Emilia – PRC – 09/05/2009

Pochi appunti per un mio intervento del nove maggio duemilanove, durante una conferenza stampa per le elezioni provinciali di Reggio Emilia. E’ stata una campagna elettorale in cui, per la prima volta dopo anni, si è avuto un grande e generoso apporto della militanza nelle piazze, nei quartieri, davanti alle fabbriche e nelle scuole… In questi appunti ho delineato brevemente la necessità di unire la lotta degli studenti a quella dei lavoratori, nell’ottica di una costruzione partecipata, militante, democratica e radicata nel territorio di una forza comunista capace di tracciare prospettive e organizzare concrete piattaforme d’intervento.

Riflessioni sulla controriforma della scuola – Analisi e Prospettive

Pubblico questo articolo, che è stato la base per un mio intervento, in un’iniziativa tenutasi a Reggio Emilia con il Prof. Franco Frabboni e il Prof. Piergiorgio Bergonzi, il 15/12/2009. Si affronta la controriforma della scuola ponendo al centro il conflitto di classe, e articolando l’analisi su un doppio binario, strutturale e sovrastrutturale, per poi proporre prospettive concrete d’intervento, nella dialettica, che vede al centro il protagonismo della militanza, tra Partito e Sindacato.