Appunti su “Non-persone” di Alessandro Dal Lago

Pubblico alcuni appunti che mi sono serviti come traccia per una lezione di Pedagogia Interculturale su questo interessante testo di Alessandro Dal Lago.

1) Presentare “Non-persone” di Alessandro Dal Lago significa, crediamo, riflettere sul rapporto esistente tra i fenomeni migratori e il più ampio tessuto sociale, non in astratto o soltanto da un punto di vista culturale ma considerando la società come un insieme di rapporti sociali fondati, in ultima analisi, sul lavoro (quindi, considerando la società come fondata su determinati rapporti di produzione).

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Appunti sul materialismo – prima parte

Pubblico la prima parte di una serie di quattro brevi relazioni di approfondimento sul materialismo. In questa sezione si cerca, brevemente, di tracciare un filo rosso che connetta la cesura fra materialismo e idealismo alla divisione del lavoro manuale da quello intellettuale, per arrivare successivamente a tratteggiare i punti essenziali della concezione materialistica della storia intesa, da un lato, come scienza ed epistemologia e, dall’altro, come prassi politica critico/trasformativa, progettuale e rivoluzionaria.

Il Materialismo Dialettico e la Struttura delle Rivoluzioni Scientifiche

Una breve analisi, parte dell’esame in Filosofia Teoretica/delle Arti e dei Processi Simbolici (Scienze Pedagogiche), che tenta di elaborare una rilettura, in chiave marxista, della teoria epistemologica di T.Kuhn. In che modo si può leggere ed approfondire l’intuizione kuhniana dell’analogia tra rivoluzioni scientifiche e rivoluzioni sociali? E, più in generale, tra scienza e società? Quali sono le implicazioni politiche che scaturiscono da tale analogia?

Educazione e Rivoluzione: Cenni di pedagogia marxista

Sulla scorta dei presupposti filosofici del materialismo dialettico, i cardini generali dell’orientamento pedagogico marxista possono essere rinvenuti in un collegamento dinamico e dialettico tra educazione e società e tra teoria/prassi pedagogica e teoria/prassi rivoluzionaria, sia da un punto di vista analitico (poiché ogni ideale formativo non può essere considerato come svincolato nè dal sostrato socio-economico su cui si articola, né dalle pressioni ideologiche della classe dominante), che di prospettiva d’azione, organicamente interconnessa all’emancipazione dell’uomo sul piano individuale e sociale e, pertanto, ad una formazione “onnilaterale” e integralmente umana che sia strumento rivoluzionario, di liberazione rispetto a qualsivoglia forma di subalternità ed alienazione.

La pedagogia di Don Milani

Don Lorenzo Milani (1923-1967), nel pieno delle istanze espresse dal Vaticano II, con “Lettera a una professoressa” dato alle stampe nel giugno del ’67 accusò frontalmente la scuola pubblica, classista e discriminatoria, e propose una forma di istruzione alternativa che cercasse di essere, realmente, “di tutti”. Il parroco di Barbiana seppe correttamente individuare nella scuola un carattere selettivo (anche nell’uso distorto della valutazione, nell’alveo di una critica serrata ad una scuola selettiva che si dichiarava democratica “in entrata”, ma che risultava selettiva e discriminatoria “in uscita”), e un ruolo parziale, spesso elitario; da qui, le proposte alternative per una scuola senza “bocciature”, con un’introduzione flessibile del tempo pieno, e soprattutto che fosse in gradi di fornire una prospettiva ai ragazzi, che partecipano attivamente al percorso formativo.

Cenni di pedagogia cognitivistica

A partire dalla rivoluzione cognitivistica degli anni cinquanta e i contributi psicologici di Bruner, le ricerche linguistiche di Chomsky e le conquiste dell’informatica, le ricerche scaturite nell’alveo della “scienza cognitiva” si estesero, in primo luogo, alla pedagogia, connotata in senso scientifico e orientata prevalentemente all’apprendimento e all’istruzione. Sul terreno della ricerca psicopedagogica, determinanti sono stati i contributi di Piaget, Vygotskij (trattato nell’alveo della pedagogia marxista) e Bruner, mentre sul versante didattico di grande rilievo è stata la conferenza di Woods Hole del ’59 e i “teorici del curricolo”, per poi passare alle ricerche sulle “nuove tecnologie educative” che hanno avviato una rilettura della pedagogia in senso operativo e una rielaborazione in chiave tecnica, anche alla luce delle ricerche sulla cibernetica e sui feedback autocorrettivi.

Appunti sul rapporto tra Marxismo e Femminismo

Per poter parlare della questione femminile e, da comunisti, sottolinearne l’urgenza non solo come problema in sé – legato al patriarcato e all’oppressione femminile – ma anche come un tema decisivo che infonda linfa vitale ad una lotta anticapitalista di più ampio respiro, occorre a mio parere muovere da un’analisi delle condizioni materiali che hanno posto, nel corso della storia e dell’evoluzione sociale, i fondamenti di tale questione.

Il ruolo della donna nella pubblicità

Pubblico qui un articolo di approfondimento svolto in preparazione dell’esame di Sociologia dei Processi culturali, nel maggio del 2008, con il Prof. Mattia Toscani, e con la collaborazione del mio caro amico Luigi Muto, che ha scritto una seconda parte della tesina sul medesimo argomento. La riporto anche perchè la sua stesura è stata molto importante per pensare e realizzare alcune sezioni della successiva tesi di laurea in Psicologia dell’Ambiente.