Appunti sulla concezione materialistica dello Stato: L. Trotskij e la Rivoluzione Tradita

Ian Plant - Dreamscape

Pubblico alcuni brevi appunti sulla concezione materialistica dello Stato a partire dall’analisi di L. Trotskij presente in “La Rivoluzione Tradita”. Il tema dello Stato qui si arricchisce con l’analisi dello Stato sovietico nato dalla rivoluzione d’ottobre e se ne indaga il carattere di contraddittorietà. Si tratta – ed è questo il nucleo essenziale dell’analisi – di una disamina che, lungi dall’avere un mero ruolo storiografico, mantiene quale punto primario il proprio carattere politico rivoluzionario.

1) Il punto principale dell’analisi di Trotskij sullo Stato riguarda due elementi essenziali e inscindibili: il primo è la concezione marxista dello Stato e l’analisi conseguente dello Stato sovietico dopo “Stato e Rivoluzione” di Lenin; il secondo è l’analisi scientifica del tradimento della rivoluzione bolscevica e dei termini con cui si può parlare di degenerazione della stessa, attraverso un’analisi dialettica dello sviluppo della società socialista e un’analogia storica con il Termidoro e il Bonapartismo francesi.

2) Ruolo di un dibattito di questo tipo: “come una donna di casa linda e precisa non consente che si accumulino ragnatele e rifiuti, così il partito rivoluzionario non può tollerare la mancanza di chiarezza, la confusione e l’equivoco. La nostra casa deve essere mantenuta pulita!” (Trotskij L., L’URSS in guerra, in In difesa del marxismo, 1939)

3) In questo si conferma e si rafforza il lungo filo rosso che a partire da Marx ed Engels (con l’analisi scientifica della controrivoluzione Termidoriana e Bonapartista e delle fondamenta materiali dello sviluppo storico-sociale) passa attraverso Lenin (che, in Stato e Rivoluzione, non solo sviluppa un’analisi scientifica dello Stato nel corso dello sviluppo molecolare della rivoluzione socialista ma, altresì, ne delinea i fondamenti sulla scorta del programma bolscevico strettamente e coerentemente rivoluzionario e internazionalista) e arriva a concretizzarsi ulteriormente con l’analisi di Trotskij.

4) Tale analisi fa propria la concezione genuinamente marxista dello Stato espressa in Stato e Rivoluzione muovendo da una considerazione essenziale: posto che lo sviluppo delle forze produttive è il motore del progresso e che lo stadio socialista – ovvero la fase di transizione tra capitalismo e comunismo – deve superare quanto a sviluppo economico, per essere tale, i paesi a capitalismo avanzato, l’URSS, alla fine dei primi vent’anni dall’Ottobre, può considerarsi (pur nelle sue contraddizioni) come un regime preparatorio al socialismo, ovvero transitorio tra capitalismo e socialismo.

5) Questo comporta, per i marxisti, un’analisi dialettica del fenomeno in esame. Sostenere che sia il tempo la variabile determinante per sviluppare questo processo sottende una concezione lineare, meccanicistica e ingenuamente evoluzionista degli sviluppi storici. Se di una concezione evoluzionistica abbiamo bisogno per comprendere lo Stato sovietico, tale concezione lo deve essere autenticamente e, pertanto, deve dialetticamente comprendere in sé stessa la contraddizione come proprio elemento organico. Lo Stato sovietico non è soggetto a uno sviluppo lineare e, al contrario, le contraddizioni economiche sono il fondamento per lo sviluppo di antagonismi sociali decisivi per comprendere la difesa e gli sviluppi delle conquiste rivoluzionarie.

6) Base materiale per l’edificazione di un’economia socialista: sviluppo elevato della potenza economica, tale da rendere superfluo lo stimolo per il lavoro produttivo e, al contempo, aumentarne il rendimento. In una tale società transitoria e, quindi, intrinsecamente contraddittoria, il superamento delle strutture precedenti è dialettico. Per quanto riguarda l’economia questo significa che alla proprietà collettiva dei mezzi produttivi si affianca una retribuzione del lavoro, per quanto “umanizzata”, tipica del capitalismo. Dialetticamente, come sottolineano Marx e Lenin, lo Stato borghese sussiste senza borghesia e il diritto borghese, in una prima fase, permane.

7) Occorre quindi fare i conti con la duplicità della società sovietica: socialista in termini di proprietà e borghese in termini di distribuzione della ricchezza. La questione dello Stato mantiene il carattere delineato sia da Marx ed Engels che dal programma rivoluzionario bolscevico: suo compito è stabilire la fase transitoria e rivoluzionaria della dittatura del proletariato (regime di autentica democrazia operaia nella fase di transizione sociale) che prepari, quale suo connotato intrinseco e immediato, le fondamenta per la propria estinzione. In altri termini, lo Stato che emerge dalla rivoluzione deve immediatamente predisporsi ad abolire le classi sociali e le proprie contraddizioni materiali ponendosì come struttura transitoria, ovvero come impalcatura per edificare una forma sociale nuova.

8) Il burocratismo, fenomeno ineludibile nelle formazioni statali, è inversamente proporzionale alla preparazione delle basi per l’estinzione dello Stato. Se la funzione essenziale dello Stato sovietico, come si è detto, è sviluppare le forze produttive preparando, al contempo, la propria abolizione, dopo vent’anni dalla rivoluzione lo Stato si ritrova paralizzato dalle pressioni parassitarie della burocrazia, intenzionata a rafforzare lo Stato a garanzia dei propri privilegi.

9) Lenin, in “Stato e Rivoluzione” e nel programma del partito, dà all’ascesa parassitaria della burocrazia una spiegazione sociale che si limita all’esperienza acquisita fino a quel momento (inesperienza amministrativa delle masse, guerra) e una soluzione politica importantissima (ovvero i presupposti per la democrazia operaia: salario operaio ai rappresentanti, eleggibilità e revocabilità in qualsiasi momento, rotazione delle cariche…): si tratta di questioni decisive che, in parte, sottovalutano il pericolo dell’ascesa burocratica in virtù, tuttavia, della coerenza e della concretezza del programma politico bolscevico, interamente improntato a una prospettiva internazionalista. L’isolamento della rivoluzione russa a seguito del tradimento della socialdemocrazia sviluppa, quindi, contraddizioni ulteriori che devono essere analizzate.

10) Il rafforzamento della dittatura, e non la sua progressiva estinzione, rappresenta l’impasse in cui si trova lo Stato sovietico, dilaniato dalla contraddizione per cui alla proprietà collettiva non corrisponde una risoluzione delle contraddizioni materiali reali. Ma è possibile, in questo contesto, parlare di Capitalismo di Stato o di (come in Bruno Rizzi) Collettivismo Burocratico? Tali formulazioni non farebbero che indicare nella burocrazia una nuova classe sociale. Ma una classe reca con sé determinati rapporti di proprietà specifici. La burocrazia sovietica poggia sulle conquiste della rivoluzione d’Ottobre e, pertanto, non intacca il carattere sociale della rivoluzione stessa. Nonostante la burocrazia sovietica sia decisamente indipendente e assimilabile a uno strato borghese (quanto a usi e costumi), manca di una base materiale su cui edificare nuovi rapporti di proprietà delle forze produttive e, al contrario, fonda il suo potere sulla difesa dei rapporti di proprietà esistenti. Questo fa dell’URSS uno Stato operaio, pur soggetto a una forte deformazione burocratica. Detto tra parentesi: un sintomo di questa deformazione è il ritorno in auge della famiglia tradizionale, che racchiude il significato di tramandare i privilegi (e il diritto all’eredità è inseparabile da quello di proprietà) ai figli. Se la burocrazia si muovesse i questo terreno vincendo, allora ristabilirebbe differenti rapporti di proprietà configurandosi, a quel punto, come classe. Ma questa, nell’analisi di Trotskij, è solo una delle diverse opzioni possibili.

11) Una breve nota sulla questione del Termidoro e del Bonapartismo: una volta chiarita la natura sociale dell’URSS e stabilito, approssimativamente, il potere della burocrazia sovietica come un potere di casta e non di classe, diventa possibile approfondire la questione con l’analogia storica del Termidoro, prima, e del Bonapartismo, poi. Come Trotskij spiega molto chiaramente in “Lo Stato operaio, il Termidoro e il Bonapartismo”, il Termidoro del 1794 in Francia (successivo alla rivoluzione democratico-borghese dell’89) non ha intaccato le basi borghesi della società nata dalla rivoluzione (lo stesso si può dire per il 18 Brumaio 1799, con il colpo di Stato dopo il quale prese il potere Napoleone Bonaparte). Si trattò, piuttosto, della divisione dei poteri e dei profitti entro la stratificazione del terzo stato senza intaccare le basi di proprietà vigenti. La funzione del Termidoro è stata quindi quella di traslare il potere ai settori più conservatori della società borghese senza intaccarne le fondamenta. L’analogia con la società sovietica parte dal 1924, con la necessità dell’Opposizione di Sinistra che, nei fatti, rappresenta la traslazione del potere dall’avanguardia rivoluzionaria alla burocrazia e all’aristocrazia operaia ad essa collegata, senza tuttavia mettere in discussione la proprietà collettiva dei mezzi produttivi. Così come i giacobini vennero estromessi dai termidoriani e dai bonapartisti, allo stesso modo i “bolscevichi sono stati rimpiazzati dagli stalinisti”. Il passaggio al bonapartismo necessita di una grande costruzione d’indipendenza da parte della burocrazia, tale da facilitare la concentrazione del potere nelle mani di una sola persona; ma l’analogia più stringente riguarda, ancora una volta, le basi sociali. Se Bonaparte combattè anche il popolo insieme al mondo feudale, Stalin, nel proteggere le conquiste della rivoluzione, ha soffocato le istanze dei lavoratori e ha costruito un’aristocrazia granitica e gerarchica.

12) In sintesi: i due punti essenziali dell’analisi di Trotskij convergono nel delineare una prospettiva politica concreta e rivoluzionaria. L’analisi dello Stato già avanzata da Marx, Engels e Lenin si approfondisce, dialetticamente, entro la contraddittorietà dello sviluppo storico e deve fare i conti con, almeno, tre momenti essenziali: lo Stato sovietico come transitorio tra capitalismo e stadio inferiore del comunismo (socialismo) in quanto ancora economicamente debole; l’isolamento delle conquiste rivoluzionarie; l’ascesa di una burocrazia parassitaria. In questo contesto è necessario sviluppare un’analisi scientifica dello sviluppo dello Stato che ne sappia individuare i connotati sociali (a partire dai rapporti di proprietà e dal modo di produzione più complessivo) e politici (quindi, a partire dalla comprensione delle dinamiche di classe e dall’analisi politica del ruolo della burocrazia). Il punto è: la dittatura del proletariato è una forma di Stato che, organicamente, è orientata immediatamente alla sua estinzione e che, tuttavia, mantiene un ruolo politico decisivo per la difesa delle conquiste rivoluzionarie. Se tale forma transitoria di Stato si rafforza invece di indebolirsi, rappresenta una spia delle potenziali deformazioni insite nel processo, e questo è reso ancora più valido dal fatto che la società sovietica rigetta organicamente le deformazioni (un esempio di questo sono le epurazioni in URSS, che nella loro mostruosità rappresentano l’acuirsi dei conflitti e delle contraddizioni interne a uno Stato burocratizzato). Quali, dunque, le prospettive? Al di là dei diversi casi possibili (Trotskij delinea, correttamente, la restaurazione del capitalismo come una di queste), il punto risiede nella necessità di una rivoluzione politica per eliminare l’escrescenza burocratica, non di una rivoluzione sociale: il carattere sociale della stessa è stato rappresentato dall’Ottobre, mentre negli anni ’30, poiché la burocrazia è una casta parassitaria e non una classe sociale, le conquiste della rivoluzione in termini di rapporti di proprietà sono state mantenute. Con lo stalinismo (che rappresenta, nell’analogia storica, una forma di bonapartismo proletario) le forme di proprietà vengono mantenute, ma manca completamente la democrazia operaia per il loro sviluppo in senso socialista e, di conseguenza, non solo la prospettiva marxista dell’internazionalismo viene espunta, ma lo Stato, invece di estinguersi, tende a rafforzarsi e a sclerotizzarsi.

Share

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...