27 Febbraio 1945 – 27 Febbraio 2010: ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Un volantino prodotto dal circolo di Rio Saliceto-Rolo-Fabbrico del PRC di Reggio Emilia, che in occasione della commemorazione della battaglia partigiana del 27 febbraio ’45 delinea una breve analisi del “fascismo oggi” e indica prospettive d’intervento per la costruzione di un’alternativa politica.

La violenza fascista in Italia sembra aver fatto un salto di qualità. Le aggressioni fasciste non sono una novità tanto che dal 2005 al 2007 sono state circa 250, ma il clima politico e sociale del 2008 sembra avere impresso un’accelerazione a questo fenomeno, nonostante i risultati non significativi delle forze di estrema destra alle ultime elezioni. Assistiamo ad una vera strategia di attacco con azioni “di massa” di tipo squadrista, spesso preparate dal punto di vista comunicativo in modo da avere il massimo risalto sui mezzi di informazione, il cosiddetto “squadrismo mediatico” di cui in particolare il gruppo di estrema destra Casa Pound Italia ha fatto la sua bandiera.

Tra i crimini dello squadrismo il più grave è certamente l’omicidio di Nicola Tommaselli ucciso a calci e pugni da 5 neofascisti veronesi, uno dei quali già candidato di Forza Nuova. Il suo “reato” era quello di avere i capelli lunghi, sembrare un giovane di sinistra ed aver negato una sigaretta. Ma la violenza fascista va oltre la drammatica morte di Nicola. È una storia fatta di ronde razziste contro immigrati e prostitute, di assalti a centri sociali e partiti di sinistra, di aggressioni ed intimidazioni ai locali del movimento Gbltq, di accoltellamenti e di azioni coscienti, in particolare contro il movimento studentesco. Azioni come l’aggressione ai Collettivi Studenteschi alla Sapienza o tentativi di infiltrasi nel movimento studentesco sotto la bandiera dell’apoliticismo (“né rossi né neri, liberi pensieri”) o dello studentismo (siamo tutti quanti studenti) come fatto da Blocco Studentesco, l’organizzazione studentesca di Casa Pound Italia.

Tutto ciò fa parte di una precisa strategia che si inserisce nel malessere sociale di una parte della gioventù cercando di cavalcare temi come lo sfascio della scuola pubblica, problemi come quello della casa o del dramma della precarietà e della disoccupazione.

Azioni che si sviluppano in tutto il territorio nazionale, da Verona a Palermo, passando per Roma e per le ex regioni “rosse”, i fascisti trovano nuovo vigore, protetti dalle forze di polizia e incoraggiati dalla destra di governo, dalle sue leggi razziste e liberticide, trovano un ambiente favorevole sfruttando la crociata di Papa Ratzinger contro il relativismo e più in generale contro i diritti delle donne e delle coppie omosessuali.

Occorre capire le radici della crescita del neofascismo e lavorare per sconfiggerlo.

Negli ultimi anni l’estrema destra è cresciuta all’ombra del revisionismo, incoraggiato e sostenuto anche dal centrosinistra e da una parte della sinistra stessa, ricordiamoci per esempio quanto ha dichiarato il Sig. Violante sui Repubblichini di Salò. L’estrema destra si inserisce nella crisi della direzione del movimento operaio sfruttando la delusione per le politiche antioperaie ed antipopolari portate avanti dalla sinistra al governo. Per questo è importante riprendere un’azione di controinformazione e radicamento sociale che sveli il ruolo storico dei fascisti e la loro funzione attuale. La fiamma ha continuato e continua ad ardere, alimentata dalla classe dominante come “cane da guardia del capitalismo”, si veda quale esempio l’assalto squadrista organizzato dall’ex amministratore delegato ai danni dei dipendenti in lotta dell’Eutelia di Roma.

Quale antifascismo? L’antifascismo non è riducibile a mera commemorazione storica, dobbiamo essere capaci di recuperare una lettura e una memoria della Resistenza che vada ben oltre alla semplici celebrazioni che presentano la Resistenza unicamente come movimento di liberazione nazionale. Occorre riprendere le migliori elaborazioni dell’“antifascismo militante” che oltre a non relegare l’antifascismo alla sola lotta contro alle frange dell’estrema destra fu capace di dare all’antifascismo una lettura di classe. Non dobbiamo però compiere l’errore di ridurre l’antifascismo militante ad uno scontro fra bande con forme di lotta violente che non contribuirebbero a far compiere passi avanti al movimento: antifascismo organizzato e di massa, questo è il nostro obiettivo.

È questa la società per la quale i partigiani, in maggioranza comunisti, hanno duramente lottato, spesso sacrificando le proprie vite? Noi crediamo di no.

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