Intervento studentesco – Elezioni provinciali Reggio Emilia – PRC – 09/05/2009

Pochi appunti per un mio intervento del nove maggio duemilanove, durante una conferenza stampa per le elezioni provinciali di Reggio Emilia. E’ stata una campagna elettorale in cui, per la prima volta dopo anni, si è avuto un grande e generoso apporto della militanza nelle piazze, nei quartieri, davanti alle fabbriche e nelle scuole; accanto a questo, sono state elezioni in cui il PRC ha rotto gli accordi con il PD, grazie ad una energica spinta della base del Partito verso sinistra, per porre le basi alla costruzione dell’alternativa. Curioso è vedere come, all’avvicinarsi delle elezioni regionali del 2010, quell’esperienza tenda ad essere sempre più dimenticata dai vertici del PRC locale (e nazionale), come se, e qui permane il nodo fondamentale ancora irrisolto, il PD fosse permeabile alle prospettive che dovrebbe avere un Partito comunista e alle mobilitazioni sociali che dovremmo sostenere attivamente. Come se una prospettiva anticapitalista possa articolarsi nelle secche del bipolarismo, criticandolo a parole ma partecipandovi nei fatti. In questi appunti ho delineato brevemente la necessità di unire la lotta degli studenti a quella dei lavoratori, nell’ottica di una costruzione partecipata, militante, democratica e radicata nel territorio di una forza comunista capace di tracciare prospettive e organizzare concrete piattaforme d’intervento.

Dopo anni di politiche istituzionaliste da parte del nostro Partito, la svolta a sinistra a Reggio Emilia, i cui presupposti stanno proprio nella rottura con il PD sulla base di un programma radicale che sappia veramente uscire dalla mera logica dell’alternanza per proporre una reale alternativa politica, si fonda sulla ricostruzione di Rifondazione Comunista a partire dal radicamento nei luoghi di lavoro e studio, nel sindacato, nei quartieri; nella riattivazione partecipata, democratica e condivisa del dialogo, della produzione materiale e intellettuale, della militanza attiva; nella valorizzazione dell’attività giovanile e studentesca, che sappia fare di Rifondazione Comunista uno strumento di organizzazione, partecipazione e lotta all’interno dei conflitti sociali che si sviluppano, quotidianamente, a tutti i livelli

In quest’ottica, da tempo i militanti di Rifondazione Comunista partecipano attivamente alla costruzione e al radicamento del Comitato in difesa della Scuola Pubblica (CSP) e del Coordinamento Studentesco Universitario (CSU), veri e propri sindacati studenteschi apartitici ma non apolitici, diffusisi a livello internazionale sulla scorta delle lotte degli studenti spagnoli dell’86, che vedono la partecipazione di studenti medi e universitari, militanti di sinistra iscritti o meno al Partito, che si ritrovano settimanalmente per discutere e produrre materiale politico e che sempre settimanalmente si impegnano nell’attività politica sul territorio. Pensiamo che Rifondazione Comunista abbia il dovere di appoggiare le lotte e i programmi del CSP-CSU in difesa di un’istruzione pubblica, gratuita, di massa e di qualità, che sappia valorizzarne il grande potenziale politico in un’ottica di ricostruzione della militanza organizzata e radicata a Reggio Emilia.

Di fondamentale importanza è il riconoscimento da parte del PRC del legame indissolubile che sussiste tra studenti e lavoratori, a partire dalla consapevolezza che scuole e università non sono isole autonome, ma perfettamente integrate nella struttura sociale, e dalla considerazione del fatto che i momenti di maggior mobilitazione studentesca vanno rinvenuti proprio negli scioperi; simbolo del CSP-CSU è il pugno chiuso che tiene una matita e una chiave inglese, a dimostrazione del fatto che le rivendicazioni politiche volte al cambiamento si intrecciano alle azioni congiunte di studenti e lavoratori. In tale prospettiva, il CSP-CSU di Reggio Emilia ha partecipato attivamente all’autunno dell’Onda studentesca, partecipando poi attivamente agli scioperi e alle manifestazioni promosse dal sindacato, in unità e solidarietà politica con i lavoratori. La svolta a sinistra di Rifondazione Comunista passa soprattutto da qui, dalla costruzione sul territorio, dalla valorizzazione dell’attività dei giovani e degli studenti nella politica attiva e partecipata, dal collegamento indissolubile con i lavoratori, per costruire un’alternativa forte e credibile a chi propone privatizzazioni, precarietà e sfruttamento come modello di società.

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