for a serie "look, so can be!"

Un ricordo di Mario Alighiero Manacorda

Riporto un articolo che ho scritto per marxismo.net, pubblicato all’indirizzo http://www.marxismo.net/articoli-teoria-marxista/un-ricordo-di-mario-alighiero-manacorda

Domenica 17 febbraio è venuto a mancare Mario Alighiero Manacorda, uno dei più brillanti intellettuali comunisti del Novecento e, certamente, uno tra i pensatori più influenti nel delineare, in modo raffinato e organico, un rapporto concreto e coerente fra Marxismo e Pedagogia.

Cwithe - La Résistance

Una breve nota sulla dialettica conflitto/relazione

Pubblico questa brevissima nota sul conflitto nelle relazioni, frutto di alcuni brevissimi appunti presi in questi giorni dopo aver letto “Impegno e conflitto – Saggi di pedagogia problematicista” di Mariagrazia Contini e Antonio Genovese. Mi sono reso curiosamente conto, mentre affrontavo in particolare il saggio “Il conflitto, figura di problematicità esistenziale”, di come potessi rispecchiare esperienze molto personali nelle riflessioni del saggio. Un paio di conversazioni sull’argomento fatte durante la lettura mi hanno portato scrivere, di getto, un paio di appunti sull’argomento, che conto di poter riprendere in futuro in modo più approfondito.

Il perno epistemologico di qualsivoglia progettazione educativa e, al contempo, esistenziale, non può che risiedere nel principio della continuità dell’esperienza. Si tratta di una questione anzitutto epistemologica perché è nell’incremento quantitativo, in termini non lineari, delle esperienze dell’uomo nel mondo – ovvero, dell’attività pratica dell’uomo all’interno del proprio ambiente – e nei salti qualitativi ad esso dialetticamente correlati che si produce qualsivoglia forma di conoscenza.

Ian Plant - Dreamscape

Appunti sulla concezione materialistica dello Stato: L. Trotskij e la Rivoluzione Tradita

Pubblico alcuni brevi appunti sulla concezione materialistica dello Stato a partire dall’analisi di L. Trotskij presente in “La Rivoluzione Tradita”. Il tema dello Stato qui si arricchisce con l’analisi dello Stato sovietico nato dalla rivoluzione d’ottobre e se ne indaga il carattere di contraddittorietà. Si tratta – ed è questo il nucleo essenziale dell’analisi – di una disamina che, lungi dall’avere un mero ruolo storiografico, mantiene quale punto primario il proprio carattere politico rivoluzionario.

1) Il punto principale dell’analisi di Trotskij sullo Stato riguarda due elementi essenziali e inscindibili: il primo è la concezione marxista dello Stato e l’analisi conseguente dello Stato sovietico dopo “Stato e Rivoluzione” di Lenin; il secondo è l’analisi scientifica del tradimento della rivoluzione bolscevica e dei termini con cui si può parlare di degenerazione della stessa, attraverso un’analisi dialettica dello sviluppo della società socialista e un’analogia storica con il Termidoro e il Bonapartismo francesi.

Piotr Krol (Bax) - Lonesome

Brevi appunti sulla concezione materialistica dello Stato

Pubblico alcuni brevissimi appunti che, a partire da alcuni spunti dell’Origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato di Friedrich Engels, provino a chiarire il legame che, entro la concezione materialistica dello Stato, sussiste tra strutturazione statale, forme di proprietà, lavoro e organizzazione sociale. Nella comprensione dello Stato e del suo sviluppo l’analisi dello sviluppo umano, nella sua articolazione storica, ha un carattere decisivo. In questo sia Marx che Engels hanno dato un contributo su più fronti. Nel discorso specifico sullo Stato entra sicuramente lo studio di Engels sulla Dialettica della natura, ma ha più rilevanza lo studio sulle Forme di produzione precapitalistiche di Marx. Il testo di partenza, in questo caso, è L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato di Engels.

lavender sunrise - antony spencer

Presentazione mozione II – VIII congresso PRC – Appunti preparatori

Pubblico gli appunti preparatori per la presentazione della seconda mozione (Per un Partito di Classe) all’VIII congresso del PRC, nella federazione di Reggio Emilia.

L’ottavo congresso del PRC si svolge in concomitanza con un’accelerazione di fenomeni sociali, economici e politici su scala nazionale ed internazionale.

Sentiamo la necessità di elaborare un’alternativa credibile che ci permetta di far fronte a questi sconvolgimenti, fornendo ai compagni una prospettiva di lavoro concreta.

Tale dibattito deve investire, con tutta la sua urgenza, il partito, in particolare nella sua fase congressuale che ne rappresenta il massimo momento democratico.

Questo discorso è centrale per noi, per Rifondazione, ovvero per un partito che condensa la migliore avanguardia di questo paese, che attira gli attivisti migliori, e che deve di conseguenza riuscire ad organizzarne l’intervento tanto a livello teorico quanto pratico.

sunbathing - syuwandi lie

Per il partito di classe (II mozione – VIII Congresso PRC – tratto da Marxismo.net)

A partire dal 2008 abbiamo visto aprirsi una voragine nella rappresentanza e nell’espressione organizzata dei lavoratori nel nostro paese. La scomparsa della sinistra dal parlamento per la prima volta dal 1892 è stata solo l’espressione più clamorosa di questo vuoto, che in realtà si era già creato nei due anni di governo Prodi con la completa incapacità della sinistra di affermare gli interessi di classe all’interno di una coalizione dominata da politiche confindustriali sul piano interno e filo-atlantiche sul piano internazionale.

Non è scomparsa tuttavia la militanza di sinistra, che in questi anni ha continuato a cercare terreni sui quali esprimersi, né tantomeno è scomparso il conflitto sociale, tornato a farsi sentire con forza crescente. Neppure il Prc è scomparso, a dispetto delle scissioni e dell’abbandono di una parte della propria militanza, ha mantenuto un patrimonio di forza organizzata. In quale direzione investire questo prezioso e unico patrimonio del nostro partito è il tema di questo congresso.

http://www.marxismo.net/8d-congresso/per-il-partito-di-classe

the supreme court - ben goossens

Cooperative e sfruttamento. La GFE non è un caso isolato (30/09/2011)

Pubblico gli appunti al mio intervento introduttivo in occasione dell’assemblea “Cooperative e Sfruttamento” promossa dai Giovani Comunisti/e di Reggio Emilia.

.Per parlare delle contraddizioni del sistema cooperativistico, partiamo da una vertenza centrale ed esemplare, quella che ha visto i lavoratori della Gfe lottare, sin dal luglio del 2010, per ottenere l’adeguamento al contratto collettivo nazionale di lavoro. Questa lotta mostra in modo molto chiaro quali siano i meccanismi prodotti all’interno di moltissime cooperative. Lo snodo centrale, in quella vertenza così come in tutto il sistema cooperativistico, è quello dell’appalto, e nel novembre del 2010 l’appalto con la ditta Snatt sarebbe scaduto. Le lotte iniziate in luglio quindi vedevano parallelamente orchestrare un’insidia ad opera dei dirigenti di Gfe, che avrebbero aspettato la scadenza dell’appalto per poi fondare due nuove cooperative a cui Snatt avrebbe potuto affidare un nuovo appalto. I lavoratori più combattivi vennero isolati, e gli altri sarebbero stati assunti, ovviamente aggirando il ccnl, dalle due nuove cooperative.