Presentazione mozione II – VIII congresso PRC – Appunti preparatori

lavender sunrise - antony spencer

Pubblico gli appunti preparatori per la presentazione della seconda mozione (Per un Partito di Classe) all’VIII congresso del PRC, nella federazione di Reggio Emilia.

L’ottavo congresso del PRC si svolge in concomitanza con un’accelerazione di fenomeni sociali, economici e politici su scala nazionale ed internazionale.

Sentiamo la necessità di elaborare un’alternativa credibile che ci permetta di far fronte a questi sconvolgimenti, fornendo ai compagni una prospettiva di lavoro concreta.

Tale dibattito deve investire, con tutta la sua urgenza, il partito, in particolare nella sua fase congressuale che ne rappresenta il massimo momento democratico.

Questo discorso è centrale per noi, per Rifondazione, ovvero per un partito che condensa la migliore avanguardia di questo paese, che attira gli attivisti migliori, e che deve di conseguenza riuscire ad organizzarne l’intervento tanto a livello teorico quanto pratico.

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Il debito pubblico non ci appartiene (Dario Salvetti – 16/09/2011 – Marxismo.net)

shadow - tommy ingberg

Il debito pubblico non è pagabile. E in effetti gli istituti finanziari non discutono di questo, ma di come garantire che lo Stato continui a rifinanziare il proprio debito, pagando interessi adeguati.

I comuni mortali pagano i debiti, estinguono mutui e rate: il debito è fonte di perdita e come tale deve essere eliminato. Per il capitale il debito pubblico è al contrario una fonte di guadagno privato. Questo è il motivo per cui esiste e deve continuare ad esistere. Lo Stato è chiamato a garantire i margini di profitto del capitale. Lo è come finanziatore diretto, di appalti, grandi opere, industria militare. Lo è come debitore, pronto a garantire interessi che compensino la finanza. Il dilagare del mercato del debito è così prima di tutto la testimonianza della crisi del mercato in generale. E questo è il paradosso. Il debito pubblico non prova l’inefficienza del settore pubblico ma semmai quella del capitale privato. Fornisce la misura di quanto il capitalismo sia entrato nella sua fase senile. Di quanto la libera iniziativa privata non viva della propria iniziativa. Come un prete pedofilo predica la domenica contro la normale sessualità, così il capitale privato tuona contro la spesa pubblica diretta al bene pubblico, contro ogni euro destinato a curarci, farci muovere, istruirci e farci riposare. Pretende che nessuna risorsa sia “sprecata”, perché necessaria a garantire l’esistenza del biscazziere di Borsa e dell’usuraio della Banca.

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Cooperative e sfruttamento. La GFE non è un caso isolato (30/09/2011)

the supreme court - ben goossens

Pubblico gli appunti al mio intervento introduttivo in occasione dell’assemblea “Cooperative e Sfruttamento” promossa dai Giovani Comunisti/e di Reggio Emilia.

.Per parlare delle contraddizioni del sistema cooperativistico, partiamo da una vertenza centrale ed esemplare, quella che ha visto i lavoratori della Gfe lottare, sin dal luglio del 2010, per ottenere l’adeguamento al contratto collettivo nazionale di lavoro. Questa lotta mostra in modo molto chiaro quali siano i meccanismi prodotti all’interno di moltissime cooperative. Lo snodo centrale, in quella vertenza così come in tutto il sistema cooperativistico, è quello dell’appalto, e nel novembre del 2010 l’appalto con la ditta Snatt sarebbe scaduto. Le lotte iniziate in luglio quindi vedevano parallelamente orchestrare un’insidia ad opera dei dirigenti di Gfe, che avrebbero aspettato la scadenza dell’appalto per poi fondare due nuove cooperative a cui Snatt avrebbe potuto affidare un nuovo appalto. I lavoratori più combattivi vennero isolati, e gli altri sarebbero stati assunti, ovviamente aggirando il ccnl, dalle due nuove cooperative.

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Coscienza e materia in Henri Bergson

Uzay - Autumn Time

Questa breve riflessione è incentrata sul tratto fondante la filosofia di Bergson, trasversalmente ai suoi scritti più significativi. Nonostante il filosofo francese abbia tentato di aggirare, in “Materia e Memoria” del 1896, la dicotomia tra idealismo e materialismo, intraprendendo una sorta di “via intermedia” che indicasse gli errori interpretativi di entrambi gli approcci, tuttavia la relazione tra coscienza e materia è centrale nella sua analisi, dal “Saggio sui dati immediati della coscienza” del 1889 fino a “Le due fonti della morale e della religione” del 1932. In questi brevi appunti cercherò di delineare il percorso filosofico di Bergson, dal dualismo cartesiano dei primi scritti fino al monismo dai tratti mistici a cui approdò nelle opere più tarde, con l’intento di delinearne il carattere intrinsecamente idealista, e parimenti di chiarire il carattere ontologico della materia come tratto ineludibile del reale.

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Perchè siamo marxisti (Alan Woods – Tratto da www.marxismo.net)

Bakisu - Tekel Workers' Resistance

Sono passati due decenni da quando Francis Fukuyama ha pubblicato il libro La fine della storia e l’ultimo uomo, annunciando il definitivo trionfo dell’economia di mercato e della democrazia borghese. Questa idea sembra essere confermata da quasi 20 anni di mercati in forte rialzo e di quasi ininterrotta crescita economica. Politici, banchieri centrali e manager di Wall Street erano convinti di aver finalmente domato il ciclo economico fatto di boom e recessioni.

http://www.marxismo.net/articoli-teoria-marxista/perche-siamo-marxisti

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